Umidità, efflorescenze saline, distacchi e degrado delle finiture sono problematiche frequenti negli edifici esistenti, soprattutto nelle costruzioni storiche e nelle murature a diretto contatto con il terreno. In questi contesti, la scelta di un intonaco biocompatibile deumidificante può contribuire alla gestione dell’umidità presente nella parete e favorire una maggiore durabilità delle superfici.
Un intonaco naturale adatto al risanamento non deve però essere considerato una soluzione universale contro qualsiasi fenomeno di umidità. Per ottenere un intervento efficace è necessario individuare prima le cause del problema e scegliere successivamente un ciclo compatibile con la muratura.
Per imprese e professionisti, conoscere il comportamento dei materiali e le corrette modalità di intervento è quindi essenziale per risanare le murature umide secondo un approccio coerente con i principi della bioedilizia e del recupero del patrimonio costruito.
Perché le murature diventano umide
La presenza di umidità nelle pareti può avere origini molto diverse. Una corretta diagnosi rappresenta il primo passo per individuare la strategia di intervento più appropriata.
Tra le cause più comuni rientrano:
- risalita capillare dal terreno;
- infiltrazioni di acqua meteorica;
- perdite provenienti da impianti;
- fenomeni di condensa superficiale o interstiziale;
- insufficiente protezione delle murature contro il terreno;
- degrado di coperture, gronde o sistemi di smaltimento delle acque.
In molti edifici storici, inoltre, più fenomeni possono presentarsi contemporaneamente.
Applicare semplicemente un nuovo intonaco senza comprendere l’origine dell’umidità rischia quindi di nascondere temporaneamente il problema senza affrontarlo in modo corretto.
Che cos’è un intonaco biocompatibile deumidificante
Un intonaco biocompatibile deumidificante è un materiale specificamente formulato per essere utilizzato nei cicli di risanamento delle murature interessate da umidità e, in determinate condizioni, dalla presenza di sali.
Generalmente questi prodotti presentano una struttura porosa studiata per favorire il passaggio del vapore acqueo e gestire i processi di evaporazione all’interno dello strato di intonaco.
Nei sistemi destinati alla bioedilizia e al restauro possono essere utilizzati leganti minerali selezionati, tra cui prodotti a base di calce, scelti in funzione della compatibilità con le murature tradizionali.
La composizione specifica varia da prodotto a prodotto. Per questo motivo, prima di scegliere una soluzione, è importante verificarne la documentazione tecnica, la destinazione d’uso e le prestazioni dichiarate.
Come funziona un intonaco deumidificante
Il principio di funzionamento di un intonaco deumidificante è legato soprattutto alla sua struttura porosa e alla capacità di favorire gli scambi di vapore con l’ambiente.
Favorire l’evaporazione dell’umidità
Una struttura caratterizzata da porosità adeguata può facilitare il trasferimento dell’umidità sotto forma di vapore verso la superficie.
L’intonaco non impedisce necessariamente all’acqua di entrare nella muratura e non elimina da solo la causa della risalita capillare. Il suo ruolo è piuttosto quello di creare condizioni più favorevoli alla gestione dell’umidità presente nel supporto.
Gestire la presenza dei sali
L’acqua che attraversa le murature può trasportare sali solubili. Durante l’evaporazione, questi possono cristallizzare e generare pressioni all’interno dei materiali porosi.
Il fenomeno può determinare:
- efflorescenze;
- sfarinamento delle superfici;
- distacco delle pitture;
- perdita di coesione degli intonaci;
- progressivo degrado delle finiture.
Un sistema deumidificante correttamente progettato può contribuire a gestire questi fenomeni, favorendo la cristallizzazione dei sali all’interno della propria struttura porosa anziché immediatamente sulla superficie di finitura.
La capacità di gestire i sali non è tuttavia illimitata. In presenza di contaminazioni elevate può essere necessario prevedere trattamenti specifici e interventi di manutenzione nel tempo.
Intonaco naturale e bioedilizia: quali caratteristiche cercare
Il termine intonaco naturale viene utilizzato frequentemente nel settore edilizio, ma per valutare realmente un prodotto è opportuno analizzarne le caratteristiche tecniche e la composizione.
In un progetto orientato alla bioedilizia, alcuni aspetti da considerare possono essere:
- natura e provenienza delle materie prime;
- tipologia di legante;
- permeabilità al vapore;
- assenza o ridotta presenza di componenti non desiderati;
- compatibilità con il supporto esistente;
- durabilità del sistema;
- eventuale disponibilità di documentazione ambientale.
La sostenibilità, infatti, non dovrebbe essere valutata sulla base di una singola caratteristica. Un prodotto durevole, compatibile con l’edificio e correttamente utilizzato può contribuire a ridurre la necessità di frequenti rifacimenti e il relativo consumo di nuove risorse.
Perché la calce è utilizzata nel risanamento delle murature
I materiali a base di calce trovano largo impiego nel recupero degli edifici esistenti grazie alla loro compatibilità con numerose murature tradizionali.
Rispetto a sistemi molto compatti e poco permeabili, specifiche formulazioni a base di calce possono favorire gli scambi di vapore e offrire caratteristiche meccaniche più coerenti con supporti storici.
Ciò non significa che qualsiasi intonaco a base di calce sia automaticamente deumidificante. Un prodotto destinato al risanamento deve possedere una formulazione specifica e caratteristiche adeguate alla gestione dell’umidità e dei sali.
La distinzione è importante: la natura del legante rappresenta un elemento del sistema, ma le prestazioni dipendono dalla formulazione complessiva.
Come intervenire correttamente sulle murature umide
Il risanamento di una parete dovrebbe essere affrontato come un ciclo di intervento e non come la semplice applicazione di un nuovo prodotto.
1. Individuare la causa dell’umidità
Prima di intervenire occorre distinguere tra risalita capillare, infiltrazione, condensa e altre possibili cause.
Quando possibile, la fonte dell’apporto d’acqua deve essere eliminata o almeno ridotta attraverso interventi specifici.
2. Rimuovere gli strati degradati
Gli intonaci incoerenti, contaminati o fortemente degradati devono essere rimossi secondo le indicazioni progettuali, estendendo l’intervento alle zone necessarie.
Anche la gestione del materiale rimosso deve essere eseguita correttamente, soprattutto quando presenta elevate concentrazioni di sali.
3. Preparare il supporto
La muratura deve essere pulita e preparata per ricevere il nuovo ciclo.
Polvere, parti incoerenti e residui di vecchie finiture possono compromettere l’adesione e le prestazioni dell’intonaco.
4. Applicare il ciclo deumidificante
A seconda del sistema scelto possono essere previsti diversi strati, ad esempio una preparazione del supporto, un corpo d’intonaco macroporoso e una successiva finitura.
Spessori e modalità di applicazione devono rispettare le indicazioni tecniche del sistema.
5. Scegliere una finitura compatibile
Applicare una pittura scarsamente permeabile sopra un intonaco deumidificante può ostacolare gli scambi di vapore e compromettere il funzionamento complessivo del ciclo.
È quindi importante utilizzare finiture compatibili e adeguatamente permeabili al vapore.
Gli errori più comuni nel risanamento
Uno degli errori più frequenti è pensare che l’intonaco deumidificante possa eliminare definitivamente qualsiasi problema di umidità.
In realtà, l’efficacia dell’intervento dipende dalla corretta diagnosi e dalla gestione delle cause. Altri errori comprendono la posa su supporti non adeguatamente preparati, l’utilizzo di spessori insufficienti e l’applicazione finale di pitture incompatibili.
Anche la ventilazione degli ambienti e le condizioni microclimatiche possono influire sul processo di evaporazione e sul comportamento delle superfici.
Per ottenere risultati durevoli è quindi necessario considerare muratura, intonaco e finitura come parti di un unico sistema.
Muri più sani attraverso materiali e interventi compatibili
Un intonaco biocompatibile deumidificante può rappresentare una soluzione efficace all’interno di un intervento correttamente progettato per il risanamento delle murature umide. La sua capacità di favorire gli scambi di vapore e gestire la presenza dei sali può contribuire a migliorare la durabilità delle superfici e a preservare il comportamento delle murature tradizionali.
La scelta di un intonaco naturale, tuttavia, deve sempre essere accompagnata dalla conoscenza delle cause del degrado, dalla corretta preparazione del supporto e dall’impiego di finiture compatibili.
Per imprese e professionisti che operano nel recupero e nella bioedilizia, adottare un approccio basato sulla compatibilità dei materiali significa intervenire con maggiore consapevolezza, valorizzando l’edificio esistente e puntando a risultati più durevoli.
Per approfondire le soluzioni dedicate al risanamento delle murature e individuare un ciclo deumidificante compatibile con le caratteristiche dell’edificio, è possibile consultare la gamma TCS Calce dedicata agli intonaci e alle malte per il recupero, valutando il sistema più adatto in funzione del supporto, del livello di umidità e delle specifiche condizioni di intervento.
https://www.tcscalce.it/edilizia/risanamento-e-deumidificazione/

